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Apple Watch ha forse salvato una vita

Una storia vera evidenzia come l’Apple Watch, l’indossabile dell’azienda di Cupertino, può aiutare a monitorare il proprio stato di salute: ecco il caso di Ken Robson.

Apple Watch ha forse salvato una vita
Apple Watch ha forse salvato una vita

Il protagonista di questa storia vera è Ken Robson una persona di 64 anni che durante un viaggio per andare a visitare suo figlio residente a San Diego in California a avuto alcuni problemi personali, dato che si è sentito debole e in alcuni casi quasi come stordito.

Ken tutte le volte che ha avuto questi problemi ha notato che sul suo Apple Watch il cardiofrequenzimetro mostrava una frequenza cardiaca molto bassa; come ha affermato lo stesso Robson è impossibile che una persona abbia una frequenza di 30-40 battiti al secondo a meno che non si tratti di un atleta olimpico abituato ad estenuanti corse.

Apple Watch: come potrebbe aver salvato la vita a Ken Robson

Consapevole delle informazioni precise che il suo Apple Watch gli ha fornito nelle ultime 2 settimane, il signor Ken si è presentato il giorno dopo al pronto soccorso dell’ospedale “Scripps Mercy” affermando che dopo una ricerca su internet era convinto che forse fosse affetto della disfunzione della sindrome del nodo del seno (o del seno malato).

Ovviamente i medici non possono basare le loro diagnosi su apparecchi che non sono stati certificati per l’utilizzo medico, e per questo il signor Robson è stato sottoposto ad una attenta analisi con le apparecchiature dell’ospedale.

Alla fine il medico curante ha confermato la stessa sindrome individuata da Ken Robson grazie ai dati precisi del cardiofrequenzimetro utilizzato dall’Apple Watch; il paziente è stato poi successivamente operato, gli è stato impiantato un peacemaker e ha lasciato l’ospedale il giorno dopo l’operazione.

Non tutti i gadget che vengono proposti alla vendita possono essere veramente utili, ma alla fine possiamo confermare che almeno in questo caso l’Apple Watch ha aiutato una persona fornendoli la consapevolezza dei problemi fisici che stava affrontando, e quindi l’ha incentivato a presentarsi il prima possibile in ospedale salvandoli indirettamente la vita.

Fonte: Notizia

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