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Uno dei direttori dell’unità antiterrorismo del Regno Unito ha appena dichiarato che le compagnie social media non cooperano con la polizia, occultando alcune situazioni che potrebbero aiutare nella lotta al terrorismo.

Le compagnie dei social media e il terrorismo

Mark Rowley, dal Met, ha appena dichiarato che alcune firme si ritrovano ad avvisare i sospetti nel momento in cui la polizia richiede loro i dati delle comunicazioni. In questo modo, ha aggiunto Rowley, le compagnie social media si ritrovano ad offrire ad eventuali terroristi un terreno fertile e sicuro dove operare e pianificare i loro atti.

“Questa cosa non è tollerabile e deve finire”, ha continuato Mark Rowley parlando a un convegno sulla difesa e la sicurezza: “queste difficoltà di ottenere i dati sulle comunicazioni tra le persone sui social sta rendendo le operazioni di antiterrorismo molto complicate, come mai successo fino ad ora, con la conseguenza che la sicurezza delle persone è ora in serio pericolo”.

Secondo la BBC, Rowley ha anche precisato che non tutte le compagnie reagiscono allo stesso modo. Alcune sono molto collaborative e forniscono tutti i dati richiesti senza alcuna rimostranza, ma altre, a quanto pare, si rifiutano di aiutare le unità antiterrorismo, oppure forniscono i dati avvisando le persone coinvolte, mettendo quindi in allarme eventuali terroristi e mettendoli al corrente del fatto di essere dei sospettati.

Rowley ha quindi aggiunto: “In un mondo normale questo non sarebbe permesso. Se un qualsiasi negozio a Londra guadagnasse milioni di sterline, ma consentisse a dei terroristi di organizzare attentati, noi saremmo i primi a intervenire. Perchè sui social media non possiamo farlo?”.

Intervenire contro i terroristi

Pare che anche i terroristi siano ben a conoscenza dei luoghi online più “sicuri” dove poter comunicare, quindi l’unità antiterrorismo deve assolutamente essere aiutata per evitare che ci siano queste zone franche.

Al momento il pericolo causato dal terrorismo nel Regno Unito e in tutta Europa è molto elevato: sono stati sventati almeno sei piani di attentato nella sola Inghilterra ed è per questo motivo che Rowley si è appellato ai legislatori affinché intervengano impedendo l’occultamento di qualsiasi dato utile per la guerra ai terroristi.

Si tratta già del secondo intervento che mette in allarme l’opinione pubblica su tale problema. Anche il capo del Mi5, Andrew Parker, aveva dichiarato che le compagnie social media hanno la responsabilità e l’obbligo di avvisare le autorità fornendo tutte le informazioni su terroristi, pedofili e su qualsiasi altra attività criminale.

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