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Google Amp

Google con 30 partner diversi sta testano il nuovo linguaggio AMP che permetterà la visualizzazione molto veloce su smartphone e tablet.

Google Amp

I contenuti del web stanno passano sempre più attraverso i dispositivi mobili che sui PC Desktop; la tendenza  è che ormai le visualizzazioni di pagine web, blog, social network si sta spostando su smartphone e tablet a discapito dei comuni Personal Computer, come accadeva anni fa.

La corsa a rendere sempre più facile la visualizzazione dei contenuti su dispositivi mobili di qualsiasi sistema operativo è diventata una priorità per società come Apple che sta già testando il suo sistema di notizie Apple News, di Facebook con Instant Articles e di Twitter con Moments.

Progetto Google AMP: come potrebbero cambiare i siti web per smartphone

All’appello come potete notare mancava ancora Google, che però ha prontamente risposto con un progetto piuttosto importante: stiamo parlando del Project AMP, dove AMP sta per ACCELERATED MOBILE PAGES.

Il nome lascia ben capire su cosa è focalizzato il progetto, che vi ricordo è open source (aperto a tutti): Google vuole diffondere un nuovo linguaggio di programmazione HTML (AMP HTML) che permetterà la visualizzazione dei contenuti più ricchi su smartphone e tablet a parità di connettività in tempi nettamente inferiori.

La fruibilità di contenuti ricchi e in tempi rapidi permetteranno agli editori di incentivare le visite da parte dei navigatori web tramite smartphone, dato che le notizie saranno quasi immediatamente disponibili.

Google AMP a differenza degli altri sistemi di Apple, Twitter, Facebook non incorpora in se stesso pubblicità; la pubblicità, se presente, sarà a discrezione dell’editore, magari anche in formati ancora più innovativi e meno invasivi permessi dal nuovo linguaggio di programmazione AMP HTML.

Per adesso AMP è in prova con importanti editori americani come l’Atlantic Media, BBC, BuzzFeed, Condé Nast, Financial Times, The Guardian, Hearst, The Huffington Post, The New York Times, The Telegraph, Vox Media, The Wall Street Journal, The Washington e tanti altri per un totale di 30 editori già all’attivo.

Anche i piccoli editori potranno sfruttare Google AMP, dato che la piattaforma WordPress presto rilascerà un plughin che permetterà di trasformare, o comunque rendere compatibili i siti strutturati per smatphone e tablet con linguaggio di programmazione HTML AMP.

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