Con le food app, il cibo è un bene comune: ecco le...

Con le food app, il cibo è un bene comune: ecco le migliori

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Chi ha detto che la tecnologia non possa servire per una buona causa o per sensibilizzare le persone ad essere degli ottimi cittadini ed elementi sociali di tutto rispetto?

Durante la Giornata Mondiale dell’alimentazione organizzata dalla FAO, sono state presentate anche alcune food app che riguardano il cibo e il modo di poterlo distribuire in maniera intelligente anche alle persone più bisognose.

Da anni ormai sappiamo che il cibo gira parecchio in rete e nei social network e il cosiddetto “food porn” fa il giro del mondo.

food app

Food app: Last Minute Sotto Casa

Ora, Francesco Ardito ha usato il suo ingegno tecnologico per creare una delle food app che va per la maggiore in alcune regioni d’Italia.

Si chiama Last Minute Sotto casa e dà la possibilità di condividere i propri avanzi di cibo (privati o negozi) che non sono stati venduti durante tutta la giornata o che magari non facciamo in tempo a mangiare. Questi prodotti vengono venduti ad un prezzo basso per essere acquistati anche dalle persone meno abbienti. Un’idea davvero geniale che non solo riduce notevolmente gli sprechi, ma consente alle persone bisognose di poter acquistare il cibo a basso costo. Ma questa app non è la sola.

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Food app: My foody

Si potrebbe menzionare anche My foody, un’app che coinvolge alberghi, ristoranti e negozi gastronomici interconnessi tra di loro e con i consumatori registrati, per proporre la vendita a basso costo di prodotti che stanno per scadere o che comunque presentano dei piccoli difetti.

Un’altra ottima applicazione che vede non solo una diminuzione notevole di sprechi, ma anche un diverso giro positivo dell’economia.

Ormai siamo tutti con il nostro smartphone in mano e allo stesso tempo la crisi sta portando sempre di più problemi persino nell’acquisto di beni primari. Grazie alle food app e a tante dello stesso genere, si potrebbe risolvere un problema che purtroppo affligge non poche persone.

Cerchiamo dunque di non stare lì solamente a fotografare il cibo: questo è un bene primario e tutti in maniera indifferenziata dovremmo averne diritto. Un piccolo gesto può cambiare qualcosa e ridurre gli sprechi.

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