Facebook: il libro delle bugie

Facebook: il libro delle bugie

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Ciao a tutti, mi chiamo Oscar e sono il miglior scrittore del mondo, nonché il più avvenente e facoltoso. Pubblico qui soltanto perché voglio salvare il lettore del momento dal baratro dell’ignoranza.

Vi piace questo profilo? Potrebbe essere il mio, su Facebook: il libro delle bugie.

Facebook

Sì, perché Facebook par essere il social preferito di chi ama raccontar frottole su di sé, ingigantendo le proprie qualità a dispetto dei difetti: carriere folgoranti congiunte ad aspetti fisici da divi sono le cifre di base di quello che oggi, da qui in poi, potremmo scherzosamente chiamare Fakebook.

Quali i sistemi, dunque, per capire se l’interlocutore del momento su “Facebook: il libro delle bugie”, o comunque il profilo che stiamo osservando, sia sincero o meno?

Semplici passi, a mo’ di comandamenti, del tipo: controllare l’indicazione dell’anno di nascita, i campi vuoti, i commenti autocelebrativi, le cose non dette, l’attitudine a inventare storie, impartire consigli medici, chieder soldi… di tutto un po’, insomma.

Vorrei dirvi di più sull’argomento, ma ho troppo da fare quest’oggi, per cui vi lascerei approfondire donandovi un semplice collegamento, per poi tuffarmi nella mia piscina d’acqua rigorosamente tropicale e concedermi una colazione d’alta pasticceria con la mia adorata Scarlett (Johansson, ovviamente…).

Addio comuni mortali, a voi il link: bye!

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