Credi in ciò che non vedi

Credi in ciò che non vedi

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Se c’è un aspetto pregevole della tecnologia è il suo potere inclusivo, la sua capacità, in potenza, di andare incontro a tutti, di piegarsi alle esigenze di ognuno di noi, a prescindere dai limiti soggettivi.

Come un grande albero che, nell’impossibilità di esser scalato o comunque raggiunto dove fruttifica, s’inchini porgendo i rami gravidi dei prodotti migliori, quasi a dir “scegli… prendi e mangia ciò che vuoi”.

Della tecnologia, questo è il potere che amo.

Cyber occhio

Per questo mi ha incuriosito leggere, in un periodo in cui molto e variamente si parla di cibo, dell’idea di realizzare etichette hi-tech per non vedenti.

“Credi in ciò che non vedi” scrisse Sant’Agostino, ma eravamo a cavallo tra IV e V secolo… oggi – lo sussurro con rispettosa ironia – occorre essere più accorti nelle indicazioni.

E dunque, oltre il consueto Braille  – inadatto a confezioni di forme e materiali particolari, quali merendine, sacchetti di pasta, ecc. – si è reso necessario sfruttare sempre il tatto, ma associandolo a una tecnologia in grado di veicolare l’informazione utile all’acquirente, in modo semplice e preciso.

Si è così arrivati a fabbricare etichette intelligenti, in grado di “raccontare il prodotto specifico” attraverso smartphone e tablet.

La tecnologia del caso, va incontro non solo a non vedenti, ma anche a ipovedenti e ad anziani con problemi di vista.

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