L’Unione Europea vieta Facebook ai minori di 16 anni

L’Unione Europea vieta Facebook ai minori di 16 anni

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La tecnologia va avanti incessantemente sia per quanto riguarda il lavoro che la vita privata. I social network ne sono un esempio lampante. Si pensi allo smisurato utilizzo di Facebook o Whatsapp per esempio. Ultimamente, però, si sta molto parlando di protezione della privacy, spesso a rischio a causa dell’utilizzo delle applicazioni dei social da qualsiasi dispositivo fisso o portatile che sia.

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L’Unione Europea sta facendo un bilancio della situazione e sta prendendo delle sempre maggiori misure di sicurezza in merito. Tra i punti che riguardano non solo la privacy in sé, ma soprattutto la sicurezza in generale, in questi giorni è venuto fuori anche il problema “minori”. I social network e le rispettive applicazioni, essendo un prodotto americano, hanno assunto dalla loro nascita le leggi della privacy e di utilizzo d’oltreoceano.

Ovviamente, però, le leggi applicate negli Stati Uniti, sono ben diverse da quelle europee sotto molti punti di vista e anche il modo di vivere dei rispettivi cittadini. Sia Facebook che Whatsapp che tutti gli altri social, pertanto, consentono l’iscrizione ai maggiori di 13 anni. Il Parlamento europeo ha deciso dunque che sarebbe meglio cercare di creare delle leggi adatte e specifiche per la popolazione europea con un preciso rimando giuridico. Questo è ancora tutto da vedere e da valutare con calma.

A quando la futura legge?

L’attuazione della legge, infatti, non avverrà prima del 2018. Il punto focale della situazione, però, è il come si possa controllare un accesso ad un social network ed essere sicuri che un utente sia effettivamente maggiore di 16 anni. Ovviamente tutti potrebbero cambiare facilmente i propri dati di accesso mentendo sulla data o modificandola con l’intenzione di aumentarsi gli anni.

Probabilmente l’Unione Europea ha pensato anche a questo. Tra ormai due anni potremmo essere costretti ad accedere a Facebook o a qualsiasi social network inviando un nostro documento di identità o comunque che attesti la nostra effettiva data di nascita.  Sarebbe una cosa abbastanza seria e se vogliamo giusta, ma quanti realmente sarebbero disposti a farlo reduci da diverse lacune dei social proprio sulla sicurezza?

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