Google Chatbot VS Facebook: una sfida a colpi di…chat!

Google Chatbot VS Facebook: una sfida a colpi di…chat!

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Tra i due colossi tecnologici si è aperta una sfida. Google infatti ha deciso di sfidare Facebook a suon di chat. Questo consiste nell’aver intenzione di creare i cosiddetti Google chatbot ovvero degli aiutanti interattivi che andranno a fornire le risposte alle query degli utenti per poi inviargliele.

Google chatbot

La “guerra bianca” tra le chat Google e quelle di Zuckerberg vede il secondo ad avere la meglio. Whatsapp e Messenger sembrano non avere rivali.

Google però non ci sta e lancia la sua nuova chat che ha tutte le carte in regola per controbattere le altre proprio per la sua estrema utilità. Si scrive una domanda e in pochi minuti si avrà una risposta. Le domande e i messaggi saranno salvati in una sorta di cronologia che fungerà da filtro in modo da avvantaggiare la ricerca successiva e smistare di per sé i risultati.

Google chatbot: novità o ispirazione?

Bisogna ricordare una cosa però. I Google chatbot non sono un’invenzione creata dal nulla. Qualcosa di molto simile si può vedere nel noto Telegram. Le sue chat infatti sono quasi tutte sviluppate in questo modo e sono addirittura divise per argomento per consentire una ricerca più immediata. La notizia è stata ampiamente riportata dal Wall Street Journal che spiega non solo l’idea di Google, ma anche da dove abbia preso spunto.

E se vi passa per la mente che Facebook non abbia pensato a qualcosa di simile, vi sbagliate. Infatti, ha introdotto una nuova chat in Messenger chiamata semplicemente M che però non è gestita da utenti virtuali ma una vera e propria troupe fisica che monitora ogni query. M è utile per fare acquisti sia di beni che di servizi, oltre che per acquisire tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno. Per esempio, se dobbiamo prenotare una stanza, o comprare un vestito, sapremo già su cosa puntare.

Per quanto sia geniale Google chatbot, bisogna che faccia i conti con le precedenti versioni usate dai suoi “avversari tecnologici”. La curiosità tra gli utenti è tanta e sicuramente troverà il consenso di molti se non di tutti. Non vediamo l’ora che venga messa in pratica.

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