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Il funzionamento del cervello umano ha da sempre interessato gli scienziati di tutto il mondo e sicuramente gli studi sulle sue attività forniscono sbocchi sempre più interessanti. Cosa avviene nella testa di ciascuno di noi quando siamo alle prese con le attività di ogni giorno è ciò che maggiormente ha interessato un gruppo di ricercatori dell’Università di Drewel, in America. 

Grazie alla tecnologia della spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso sono riusciti a registrare l’attività cerebrale monitorandola nell’arco di un’intera giornata. Nessun intervento invasivo è stato eseguito grazie ad un tipo di strumento che si indossa come una fascia.

In particolare l’interessamento è avvenuto per la registrazione di attività che riguardano i momenti in cui utilizziamo il computer, lo smartphone o siamo attenti a guardare la televisione o ad utilizzare il web in generale, proprio in relazione al concetto di realtà aumentata.

Cervello e realtà aumentata

Le registrazioni sono avvenute con successo e senza il minimo sforzo da parte di chi ha partecipato al progetto come “cavia”. I dispositivi che si usano per condurre esperimenti del genere sono di solito degli occhiali speciali e quindi vanno posizionati sugli occhi. Questo è, invece, una vera innovazione proprio perché si indossa sulla fronte. La fascia si indossa come un normale indumento e non provoca condizionamenti nei movimenti né impedimenti nello svolgimento di alcun tipo di attività.

I primi risultati del test portato a termine dai ricercatori dell’Università di Drewel sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience. Nell’articolo descrivono come il test sia stato in grado di misurare anche le differenze in termini di carico e di consapevolezza di sé tra le attività normali che vengono svolte quotidianamente e quelle legato all’uso di dispositivi che ci calano in una realtà aumentata.

Risultato? Quando si utilizzano occhiali per la realtà aumentata il carico di lavoro per il cervello è minore e la consapevolezza di sé resta intatta. Si pensa già ad un adattamento delle scoperte fatte alle teorie di didattica generale e a quelle di scienze della comunicazione. 

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