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Quello di Moon Express è un programma nato per permettere a dei piccoli robot di atterrare sulla luna e rimanerci in esplorazione per capire quali materiali possiamo portare via. L’azienda statunitense è stata creata da imprenditori ed ingegneri aerospaziali e la loro sonda ha il nome di MoonEx-1.

Già dal prossimo anno, secondo quanto l’azienda afferma, sarebbero pronti a partire con il loro programma di spedizioni. In tutto sono state programmate 3 spedizioni, la prima già pronta per il  2017, che si concluderanno entro il 2019, tutto confermato dagli stessi responsabili del programma anche sui social.

L’account ufficiale del programma su Twitter riporta proprio una grande novità con un messaggio pubblicato ad inizio mese . Sembrerebbero pronti a partire già nel 2017 con la prima spedizione, dopo la richiesta ufficiale all’ Amministrazione Aviazione Federale (FAA) degli Stati Uniti avvenuta in aprile.

È, infatti, del 20 luglio 2016 la comunicazione ufficiale della FAA circa l’accettazione del lancio del piccolo robot MX-1 dell’azienda, ovviamente dopo i vari test e la determina di licenza ad effettuare quel tipo di lancio.

Moon Express: sfruttare le risorse spaziali 

Diciamo che l’intera squadra ha la possibilità di aggiudicarsi il tanto sperato Google Lunar XPrize.

Si tratta di uno dei premi più ambiti nell’ambito dell‘ingegneria aerospaziale. Le squadre prima devono aggiudicarsi la partecipazione con la possibilità di far atterrare le proprie sonde sulla luna.

Una volta effettuati i lanci, la prima sonda ad arrivare e a trasmettere le migliori immagini si guadagna il primo posto. Oltre all’orgoglio di aver effettuato la spedizione migliore, la squadra si guadagna anche circa 20 milioni di dollari di premio pari a circa 16 milioni di euro. 

Visto che il programma dell’azienda statunitense offre la possibilità di studiare e prelevare quelle che sono le risorse lunari, diciamo che a conti fatti le possibilità di vincita sono maggiori.

L’obiettivo non è solo quello di inviare immagini chiare dal suolo lunare, ma bensì esplorare il territorio per avere la possibilità di portare sulla Terra materiali che scarseggiano e di cui abbiamo bisogno.

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