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Arriva dall’ Istituto Karolinska di Stoccolma un interessante esperimento che è conosciuto come “l’illusione della mano di gomma” che ha avuto come obiettivo fondamentale l’indagine del modo in cui ciascun essere umano percepisce lo spazio che lo circonda.

Gli scienziati sono potuti arrivare alla conclusione che esiste per ciascuno di noi una specie di “campo di forza” che rappresenta tutta la nostra zona d’azione spaziale e che riusciamo a percepite grazie al nostro cervello.

Sensazionale come i sensi di percezione umana possano portare a parlare dell’esistenza di un “campo peripersonale” del quale già avevamo avuto degli accenni negli anni ’90 con gli esperimenti del ricercatore Micheal Graziano presso la  Princeton University.

In cosa consiste questa illusione?

L’esperimento è stato condotto in due versioni diverse, una complementare all’altra. Nella prima si è trattato di un breve test che ha messo alla prova la percezione che avviene attraverso gli stimoli derivanti dal cervello.

Ai partecipanti veniva nascosta una mano dietro allo schermo e poi mostrata loro una mano di gomma. L’ esperimento si è svolto con l’uso di un pennello, utilizzato per solleticare ed accarezzare la mano di gomma e quella dietro allo schermo.

Dopo alcuni tentativi legati ad una percezione di tipo fisico, la mente del partecipante inizia a credere che la mano di gomma sia davvero la propria e che quella vera sia la finta.

Analogo al primo, il secondo esperimento ha eliminato carezze del pennello che , invece, è stato posto ad una certa altezza dalle mani. Il risultato è stato lo stesso : gli stimoli fisici, che riguardavano la mano di gomma, venivano percepiti come se questa si trovasse realmente alla fine del proprio braccio.

In più qualcosa simile ad un “campo di forza” si è interposto tra la mano e il pennello facendo percepire che questo si trovava al di sopra della mano. Quindi, come negli anni ’90, possiamo dire che alcuni neuroni si attivano già quando qualcosa si trova nelle vicinanze del nostro corpo: una distanza che viene chiamata “campo peripersonale”. 

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