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Lo smaltimento delle batterie di tutti i nostri dispositivi elettronici sta diventando un problema per la sostenibilità ambientale.

Senza queste batterie come potremmo  collegare lo smartphone, il laptop, il videogame, il tablet ad una fonte di energia e ed ottenere in poco tempo una ricarica totale per il nostro dispositivo portatile?

Semplice la nostra vita con le batterie ricaricabili, ma sappiamo che esse rappresentano un tipo di rifiuto particolare che aumenta sempre di più nelle discariche?

Inoltre, dal lato opposto, abbiamo un aumento nelle richieste di litio per la costruzione di nuovi dispositivi. Quindi come risolvere questo problema?

Dallo smaltimento alle nuove risorse

Una novità sorprendente è stata introdotta al convegno della Società Americana di Chimica (Acs). Un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida del Sud in occasione di questo importante convegno, ha avuto modo di presentare i risultati dei loro innovativi studi.

Grazie all’azione di tre tipi di funghi sono riusciti nell’intento di recuperare dalle batterie in disuso i metalli litio e cobalto. Una vera e propria novità il fatto di poter recuperare quei materiali che poi serviranno per la costruzione di batterie nuove.

Di certo non si rischierà che dall’incenerimento dalle batterie delle discariche si creino gas nocivi per noi e per l’ambiente ed in più si potrà andare incontro alla richiesta di questi materiali da parte delle aziende produttrici.

I funghi in questione di chiamano : Aspergillus niger, Penicillium simplicissimum e Penicillium chrysogenum e sono già conosciuti nel campo scientifico per le loro proprietà che permettono di separare dai rifiuti alcuni tipi di metallo.

La loro funzione principale è quella di andare ad agire sui componenti in precedenza polverizzati. I funghi, produttori di acidi naturali, hanno corroso le componenti lasciando solo litio e cobalto da poter, poi, riutilizzare.

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