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Esistono molti tipi di wearable che non sono altro che dispositivi tecnologici che possono essere indossati e che vediamo ormai dovunque. Pensate per esempio ai vari Apple Watch o  agli ultimi Gear watch presentati ad IFA 2016 di Berlino o anche ai famosi Google Glass che hanno creato polemiche e ripensamenti.

Pensiamo anche a vari dispositivi che potrebbero salvare la vita o evitare esami inutili come le lenti a contatto che potranno trasferire i dati relativi al diabete in modalità wireless.

Incredibile cosa può la tecnologia, vero? Ed incredibile sarebbe anche impiantarsi un dispositivo minuscolo nella mano e avvicinare la mano alla maniglia della porta per aprire.

Opal: una specie di wearable moderno ed efficiente

Questo dispositivo si chiama Opal ed è stato inventato dagli australiani  Skeeve Stevens e  Shanti Korporaal, rispettivamente marito e moglie.

Il piccolo dispositivo simula lo stesso funzionamento del microchip delle smart card che aprono porte di vario genere. Basta avvicinare la card al lettore ottico e la porta si apre. In questo caso sarà sufficiente passare la mano sul lettore per aprire la porta.

A differenza delle smart card però, questo piccolo dispositivo potrà essere programmato, aggiornato ed utilizzato per svariati usi.

Il dispositivo Opal è grande quanto un chicco di riso e i suoi inventori non si sono sbizzarriti a fornire tante notizie circa il suo reale funzionamento.

D’altronde è ancora un prototipo che aspetta di essere sviluppato e brevettato. Per esempio non si sa se contiene una batteria che dopo un tot di ore si esaurisce o se si alimenti grazie ad una batteria che sfrutta l’energia cinetica della mano.

Sappiamo però qual è il metodo per impiantare il piccolo Opal nella mano: una cannula dura inserita in una specie di siringa che viene utilizzata per praticare un’incisione ed impiantare il dispositivo nella zona designata.

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