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Una notizia che riguarda contemporaneamente il mondo della scienza e quello dello sport sta facendo il giro del mondo e riguarda la piscina delle Olimpiadi di Rio 2016. 

Un gruppo di scienziati dell’Università dell’Indiana insieme ad un altro gruppo di ricercatori appartenenti alla  Eastern Michigan University hanno analizzato tutte le gare di nuovo avvenute durante i Giochi Olimpici scoprendo qualcosa di veramente strano.

La particolarità di questo studio è nata già anni fa quando, durante i mondiali di nuoto disputatosi a Barcellona nel 2013, lo stesso gruppo di ricercatori dell’Università dell’Indiana aveva analizzato le gare notando una velocità diversa tra andata e ritorno a seconda delle corsie.

In pratica il loro sospetto era partito dall’osservazione che gli atleti che si trovano nelle corsie più esterne hanno velocità maggiore all’andata e minore al ritorno o viceversa a seconda della corsia di appartenenza e tutto a causa di una qualche e presunta corrente presente nella vasca.

La corrente circolare della piscina olimpica

Analizzando anche tutte le gare delle scopre Olimpiadi di Rio, è risultato che gli atleti delle corsie 1, 2 e 3 sono stati mediamente più veloci all’andata e sono risultati rallentati al ritorno, mentre  per quelli delle corsie 6, 7 e 8 è avvenuto il caso opposto.

Stesso fenomeno riscontrato per i mondiali del 2013. Gli atleti delle corsie laterali sembrano essere rientrati in questo “sistema” di rallentamento, mentre quelli delle corsie centrali no.

Lo studio dimostrerebbe la presenza di una corrente circolare all’interno della vasca che va a penalizzare gli atleti che gareggiano nelle corsie più esterne ai bordi.

La pubblicazione dello studio e le forte insinuazioni relative ad un sistema sbagliato e ingannevole che si trova alla base dello svolgimento delle gare.

Dalla casa di produzione delle vasche, la italianissima Piscine Castiglione, arriva la smentita. Sarebbe tutto regolare così come per la Federazione Internazionale del Nuoto.

 

 

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