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Si tratta di cavi elettrici di uno spessore minore rispetto a quello di un capello, che sono frutto di un’indagine inziata gia molti anni fa da Derek Lovley e la sua squadra dell‘Università del Massachusetts e che ancora oggi continua con risvolti interessanti.

I nuovi cavi possono essere prodotti usando fonti di energia rinnovabile come può essere per esempio la luce solare. Tutto ciò è possibile grazie all’impiego di materie prime come per esempio il diossido di carbonio o i resti vegetali e animali che contengono composizioni molecolari adatte allo scopo della sperimentazione.

Infatti, nella composizione finale troviamo anche delle proteine che possono funzionare senza tutti i processi chimici di cui solitamente si serve la nanotecnologia e soprattutto sono proteine principalmente non tossiche. 

Ma come può funzionare un cavo più sottile di un capello?

Per continuare il viaggio attraverso questi cavi mille volte più sottili dei capelli, occorre sottolineare che il punto di partenza sta in uno studio precedente, condotto dal team di Derek Lovley sui Geobatteri. 

I geobatteri sono in realtà dei filamenti di batteri realizzati in laboratorio che sono in grado si realizzare delle connessioni elettriche con l’ossido di ferro. 

Ovviamente questo ha sottolineato un modo del tutto naturale per trasportare energia elettrica a lungo raggio, se pur con qualche limite. Pensiamo alla potenza, per esempio.

L’uomo dell’ultimo millennio ha bisogno di energia veloce, potente e il meno ingombrante possibile.

Lo stesso Lovely non si è mai arreso all’idea di non riuscire a dare la possibilità all’umanità di utilizzare fonti rinnovabili per produrre energia.

Con il suo gruppo sono passati a focalizzarsi sulla possibilità di andare ad agire sulla composizione degli aminoacidi per andare a formare questo “nanofilo”.

Egli stesso ha pubblicato i risultati di questa nuova sperimentazione ancora in corso di aggiornamento. I risultati finali hanno superato le aspettative e, come egli stesso annuncia dai suoi account social, sono in corso ulteriori sperimentazioni per i nuovi microbi elettrici e sulla possibilità di creare connessioni elettriche sfruttando un approccio di tipo molecolare.

 

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