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Famoso in tutto il mondo L’Urlo di Munch è l’opera che più famosa dell’artista, simbolo dell’espressionismo nordico e simbolo di un dolore immenso dell’anima che viene sprigionato, mentre tutto intorno resta impassibile, mentre la vita continua , frenetica, a scorrere dinnanzi agli occhi di chi soffre.

Il maestro anticipatore di un espressionismo di tipo europeo ha dimostrato come sia possibile racchiudere nello spazio della tela tutta l’espressione dell’angoscia umana.

L’opera è sempre stata al centro di studi che non riguardano esclusivamente l’interpretazione e lo stile del suo inventore, ma anche altri particolari presenti.

Esistono del dipinto quattro versioni e la questione risolta da poco riguarda una delle versioni ad olio.

Restava un mistero una macchia grigiastra che si trova proprio al lato del protagonista del quadro, quella figura dal capo di teschio che urla tutto il suo dolore.

Forse un simbolo? Forse una figura nascosta? Una macchia bianca che significasse qualcosa in particolare?

La macchia sulla tela di Munch altro non è che cera, a rivelarlo studi scientifici

È stato grazie allo studio scientifico del dipinto che si è potuti risolvere il mistero della macchia grigiastra che si pensava fosse una figura simbolica disegnata con cacca di uccello.

La sostanza che si trova sulla tela è stata studiata grazie a ricercatori dell’università di Antwerp a Oslo, tra i quali il professor Tine Frøysaker  e alla collaborazione dello scienziato Geert Van der Snickt.

La conclusione è arrivata dopo mesi di analisi del dipinto e della sostanza trovata all’altezza della spalla sinistra dell’ “urlatore”. Si tratta di comune cera, proveniente probabilmente da una candela accesa vicina al quadro e accidentalmente caduta sulla tela.

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