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Si chiama Nikola Tesla ed è uno scienziato vissuto nei primi decenni del ‘900. Era un inventore che aveva idee brillanti e rileggendo un’intervista del 1926 sembra che parli proprio di uno smartphone. E non solo di quello. 

Era un veggente o forse un inventore che sapeva immaginare ben oltre i limiti imposti dall’epoca?

Eppure nella sua intervista sembra proprio parlare dei cellulari e di una tecnologia senza fili di alto livello. Davvero impressionante se pensiamo che la tecnologia neanche esisteva a quei tempi e il telefono e l’elettricità erano il massimo dell’innovazione.

L’intervista venne rilasciata al Time e proprio in occasione degli studi sul magnetismo e sull’ elettricità. Lo scienziato serbo-croato ha avuta ben poca fama se lo confrontiamo al suo nemico storico Thomas Alva Edison. Al pari di Esidon riuscì a fare scoperte sensazionali e a depositare importanti brevetti.

La sua figura è stata molto rivalutata negli ultimi decenni e uno studio su questa intervista del 1926 ha davvero sottolineato la lungimiranza di questa personalità illustre.

Smartphone, videochiamate e anticipazioni da Ritorno al Futuro

Lo scienziato serbo-croato, un po’ come Robert Zemeckis, ideatore della celebre saga Ritorno al Futuro, ha immaginato quelle che sarebbe stato il futuro in termini di invenzioni e miglioramenti.

Così , trascorso il 21 ottobre 2015 del  celebre viaggio di Marty McFly,  possiamo tirare le somme e renderci conto che siamo arrivati davvero alla videochiamata che può avvenire sia grazie ai videofonini che attraverso la tv collegata come uno schermo, all’uso delle impronte digitali persino per sbloccare l’iphone, al pagamento senza inserire il bancomat nel pos, ai tablet touch screen e così via.

Ma immaginare nei primi decenni del 1900 che una tecnologia senza fili avrebbe permesso alle persone di vedersi in tv o per telefono come se fossero vicini, va molto più in là delle presupposizioni di Zemeckis.

Nikola Tesla nella sua intervista parla di questa tecnologia senza fili per vederci faccia a faccia se pur lontani e che ci sarebbero stati dei dispositivi sempre più piccoli, tali che un uomo sarebbe stato in grado di portare il suo telefono nella tasca del gilè.

Certo il lungimirante scienziato non aveva predetto la fase in cui dalla moda del cellulare più piccolo si sarebbe passato alla gara dello “schermo più grosso”. Ma indubbiamente le sue supposizioni, lette oggi sono davvero impressionanti per la loro attualità.

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