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Il mondo virtuale di Facebook diventa sempre più integrato alla nostra vita reale e così tra amanti, ostili e polemici il caro social, nato dalla mente del famoso Zuckerberg torna a far parlare di sè, questa volta per le integrazioni sociali “positive”.

Lo studio in questione è stato condotto presso  la Carnegie Mellon University ed hanno collaborato anche dei ricercatori della grande azienda del social più amato.

A partecipare allo studio sono stati gli stessi utenti del social, in tutto 1910. Attraverso dei questionari si è andato a verificare quale fosse effettivamente l’incidenza, positiva o negativa che sia, delle interazioni virtuali tra gli utenti.

Il team di ricercatori è riuscito a comprovare quanto l’interazione virtuale faccia effettivamente bene anche alla vita reale.

Ovviamente non si afferma che chi è felice usa di più facebook, ma sicuramente dopo questi risultati possiamo affermare che un uso smodato dei social non porta alla depressione.

Infatti, se da una parte il commento su uno stato o su di una foto arriva da amici in un mondo virtuale, dall’altra parte l’emozione che si prova e la ripercussione di essa sullo stato d’animo degli utenti è molto reale.

Quando i commenti su facebook sono in grado di cambiarti la giornata

 

Il team di ricercatori ha analizzato tutte le interazioni sociali degli utenti e con questionari dettagliati è riuscito a provare che un commento su una nostra azione sul social network  può apportare la stessa positività di un lieto evento reale.

Ma attenzione, la ricerca si focalizza molto di più sui commenti che sul “mi piace” o sull’aggiunta delle varie reazioni ora disponibili sul social.

Il commento è infatti di per sé legato all’instaurazione di una relazione con una persona. Cosa scatta nella mente di chi legge?

In realtà il fatto di leggere commenti da parte di amici ( anche se solo virtuali) e lo stesso scambio di opinioni, il capire che l’amico ha dedicato del tempo a scriverci, il vedere come l’amico si sia interessato a quella foto o a quello stato, rendono l’utente consapevole del fatto che con quella persona esiste una relazione.

Inoltre, la lunghezza del commento non è proporzionata all’intensità dell’emozione percepita. Secondo Moira Burke, una delle ricercatrici, basta anche un commento di poche righe che facciano pensare all’utente che l’amico gli abbia dedicato del tempo interessandosi a lui.

Il sentirsi considerati, amati e pieno di amici e relazioni positive fa bene alla persona, così come è stato dimostrato da questo studio, pubblicato recentemente sul  Journal of Computer-Mediated Communication.

 

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