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Sembra quasi un paradosso ma non lo è. Davvero grazie all’utilizzo di cuffiette i ricercatori dell’ American Heart Association sono andati ad intervenire su diverse patologie quali l’ emicrania, ma anche l’ipertensione, la depressione e l’insonnia. 

Il meccanismo è legato al cervello e al modo in cui le attività celebrali in realtà possono trovare un equilibrio grazie alle onde sonore. Molte tra le patologie elencate, derivano da uno squilibrio delle attività tra emisfero destro ed emisfero sinistro del cervello.

Intervenire attraverso il suono, permette di ristabilire un equilibrio tra i due emisferi e dare al paziente la giusta dose di rilassamento.

Al momento gli studi sono andati a focalizzarsi su ipertensione ed emicrania, ma la tecnica è già stata sperimentata in passato per combattere l’insonnia.

Nelle cuffiette i suoni che produce il nostro cervello

Il punto di partenza di questi studi è stato le sofferenza derivate dallo stress cronico. Alcuni dei sintomi distintivi dello stress cronico sono insonnia, ipertensione ed emicrania.

La tecnica delle onde sonore si chiama   Hirrem o anche brainwave optimization. Si tratta di una specie di elettroencefalogramma che riesce a registrare l’attività dei due emisferi che si decifra in frequenze.

Di queste frequenze che provengono dal cervello, quella più forte viene associata ad un suono e riprodotto nelle cuffie del paziente.

In pratica si assiste ad un cambiamento anche suoni perché poi sono anche le frequenze dominanti a cambiare.  Succede che come risposta allo stimolo dato dal suono riprodotto in cuffia, le frequenze celebrali vengono poi riequilibrate.

Quello che succede è praticamente che il cervello ascolta se stesso riequilibrando man mano la sua attività. Questa tecnica era stata già sperimentata qualche anno fa per la cura dell’insonnia.

Questo metodo è stato presentato al congresso della  American Heart Association tenutosi in Florida. Oltre  che presentare i risultati di questi studi, i ricercatori hanno anche presentato i risultati di un altro brillante  esperimento che ha coinvolto 52 persone che soffrono di emicrania.

Con la riduzione di ansia ed insonnia, è diminuita anche l’emicrania ricorrente, il che ha portato ad ottimi risultati per questa ricerca.

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