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I droni fanno ormai parte della nostra quotidianità e in ogni paese, regione, provincia del mondo per uno scopo o per l’altro se ne fa uso. Il drone di bambù rappresenta un’integrazione dell’evoluzione scientifica con lo sfruttamento delle risorse naturale ed eco sostenibili.

Se i droni sono arrivati in molti paesi, compresi quelli ispano americani,  inizialmente per scopi bellici, ormai grazie all’evoluzione tecnologica ogni parte del mondo può usufruirne per scopi diversi.

A fare un’attenta riflessione sulla composizione e l’integrazione del drone inteso come macchina al paesaggio inteso come riserva da preservare, è stato il ricercatore argentino Gustavo Juárez, tra l’altro direttore del laboratorio di Intelligenza Artificiale presso la FACET, ossia la Facoltà di Scienze Esatte e Tecnologia, dell’Università Nazionale di Tucumán.

La sfida maggiore per le province argentine, secondo Juárez, è stata quella di riuscire a studiare la tecnologia di questi dispositivi. Arrivati nel loro paese, è stato fondamentale andare a capire come poter approfondire le conoscenze in modo da essere in grado di ripararli, costruirli e soprattutto integrarli all’ambiente circostanza senza troppa contaminazione per le parte non sostenibili per l’ambiente.

Il drone di bambù di Tucumán

Grazie alle particolari caratteristiche del bambù, i ricercatori hanno deciso di studiare la parte tecnologica per programmare il drone, ma di inserire le componenti su di una struttura realizzata interamente con il bambù. 

Il bambù è arrivato nel continente ispano-americano grazie all’importazione dall’India ed è una delle risorse più estese del territorio. Si usa per la produzione di zucchero e le sue proprietà fisiche permettono la costruzione di strutture leggere e allo stesso tempo resistenti.

Il progetto nato in seno al laboratorio gestito da Gustavo Juárez ha avuto anche la stretta collaborazione degli agricoltori della zona. I droni vengono realizzati con un materiale naturale che ha proprietà fisiche eccellenti e che cresce in poco tempo, quindi una vera vittoria per la natura e per la scienza.

L’idea del progetto è quella della realizzazione di dispositivi che possano essere di aiuto alla comunità. L’agricoltura è la risorsa più importante della zona e i droni possono essere utilizzati anche in questo campo.

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