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Una batteria ha vita breve, si sa. Ma soprattutto tutto incide sia sull’economia sia sull’ambiente.

Le batterie dei nostri dispositivi sono tutti rifiuti speciali e ancora sono in progressione delle sperimentazioni attraverso le quali si cerca di risolvere il problema del riciclo delle batterie. Un esempio? Il famoso tris di funghi che  permetterà al litio di essere separato dalle vecchie batterie.

La notizia di questa rivoluzionaria scoperta arriva direttamente dalla California e precisamente dall’Università  di Irvine. La tipologia di batteria inventata dalla ricercatrice Mya Le Thai potrebbe esaurire la sua capacità di ricarica dopo diverse migliaia di ricariche e quindi una durata di più secoli.

Il risparmio è assicurato, almeno per i dispositivi che potrebbero avere queste batterie che non avrebbero mai bisogno di essere sostituite e poi non dimentichiamoci dell’ambiente.

Com’è fatta questa batteria che viene dalla California?

Le batterie progettate dalla ricercatrice Mya Le Thai nascono da un progetto di applicazione del funzionamento di nanofili in oro per la produzione di batterie per dispositivi elettronici quali telefoni,  computer, tablet ma anche per elettrodomestici , automobili e così via.

La tecnologia dei nanofili è stata studiata dal gruppo di ricercatori dell’Università californiana già da tempo, solo che era stata esclusa per la scoperta di una incapacità di resistenza alle scariche elettriche. 

Impossibile quindi utilizzare i nanofili per creare delle batterie che si ricaricano elettricamente, almeno fino all’arrivo di un’intuizione da parte della dottoranda che ha sostituito l’elettrolito liquido che avvolgeva il gruppo di nanofili con uno stesso principio però in gel. 

Come risultante il gruppo di nanofili di oro sono stati avvolti in biossido di manganese e poi immersi nell’elettrofilo in gel che permette la conduzione di elettricità.

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