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Il turismo spaziale sarà la nuova frontiera del turismo alternativo? Sono anni che ormai si fantastica sulla possibilità di poter prendere un bel periodo di vacanza e tra le varie esperienze viaggiare oltre l’atmosfera per guardare la Terra “da un oblò”.

Per questo scopo da anni è nata l’idea di uno spazioplano, ossia una navicella spaziale che è anche un po’ un aereo e che è  in grado di trasportare in tutta sicurezza dei passeggeri nello spazio. In Cina dopo il telescopio gigante per intercettare forse mondi alieni, arriva anche un pensierino al turismo nello spazio.

La China Academy of Launch Vehicle Technology di Pechino è pronta per un ambizioso progetto che porterà alla luce lo spazioplano più grande del mondo.

L’annuncio è arrivato proprio poche settimane fa, quando il progetto del velivolo è stato presentato all’International Astronautical Congress.

Per il turismo spaziale uno spazioplano da 20 posti

Lo spazioplano presentato non sarà certo la novità assoluta del campo del turismo nello spazio. Ricordiamo il famosissimo SpaceShipTwo della Virgin Galactic, attualmente in fase di test di volo e protagonista delle notizie inerenti ad un incidente di cedimento strutturale nell’ottobre del 2014.

In ogni caso SpaseShipTwo o anche  il New Shepard della Blue Origin non garantirebbero una permanenza nello spazio di pochi minuti a più di 6 passeggeri.

Cosa che sarà possibile con il prototipo cinese che potrà portare fino a 20 passeggeri oltre la linea di Kármán ( il confine che delimita la fine dell’atmosfera terrestre e l’inzio dello spazio).

La permanenza dovrebbe aggirarsi intorno ai pochissimi minuti, 3 forse 4. Al momento è in fase di sperimentazione, sebbene le notizie svelate anche dal punto di vista tecnico , fanno comprendere che la capacità potrà essere di massimo 20 persone e che lo spazioplano potrà fare all’incirca 50 viaggi. 

Il costo del biglietto? Ovviamente ridotto se il “carico” è completo, ma si ipotizza che possa aggirarsi intorno ai 200mila euro a persona.

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