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L’apertura di nuove Case da Gioco è un argomento… che ritorna. É come una ruota, oppure come la ruota della roulette che gira e gira, ma che a volte ritorna sullo stesso numero: qui si ritorna, ogni tanto, sullo stesso tema che diventa in quel momento di attualità. Giusto, quindi, che questa problematica si ripresenti esattamente in questo periodo quando esiste, e non vi è ombra di dubbio, una sorta di soqquadro nel settore del gioco e nel settore dei casino migliori, con la prevista riforma, ristrutturazione, distribuzione e diminuzione dell’offerta di gioco. Non c’è da nascondere che il segmento dei Casinò si attendeva qualche novità anche per quello che lo riguarda, ma non è detto che il nostro Esecutivo… ci possa sorprendere.
Si ritorna, quindi, a questo tema di attualità: l’apertura di nuovi Casinò in Italia. Però, questa volta sembra che vi sia un contesto diverso rispetto ai tempi passati e che, forse, vi siano chance maggiori di riuscita. Il tema dei nuovi casinò è, purtroppo, un tema trito e ritrito ma in questo momento, appunto a seguito della ristrutturazione del settore, le eventuali nuove aperture si troverebbero con un panorama assolutamente diverso da quello che si ventilava tempo addietro. Con la riduzione della presenza del gioco terrestre, non vi è dubbio che le “cose siano assolutamente diverse”! Uno scenario assolutamente nuovo in Italia, dove da più di dieci anni i vari governi che si sono alternati hanno sempre visto nel settore del gioco un modo di fare cassa e, quindi, gli interventi futuribili sono da considerarsi a tutela del giocatore, alle sue esigenze ed alla protezione del territorio che una presenza così massiccia di gioco sta mettendo a dura prova.
Ma proprio in virtù di questi cambiamenti, di questa riduzione dell’offerta del prodotto gioco, sorge spontanea una domanda: ma c’è bisogno di nuovi casinò? E, sopratutto, c’è spazio vitale perché facciano buoni investimenti? Non vi è dubbio che si stia andando verso una limitazione del gioco, sia come spazio “vivo” che come spazio “temporale” e si stia andando verso una geografia del gioco, in tutta la Penisola, assolutamente diversa e che si appalesa “ridotta alquanto in sostanza”. Certamente, i tempi sono cambiati e questo intervento dell’Esecutivo ne è un esempio: se il Governo ha deciso di intervenire con un taglio netto di più del 30% dell’offerta del prodotto gioco pubblico, qualcosa vorrà dire! E da questo il segmento dei casinò tricolore non potrà che trarne beneficio.
Il destino dei nostri casinò, però, non sarà mai “importante” come quello che accompagna le Case da Gioco in altre parti del globo, come a Las Vegas o Macao, ma certamente sarà sempre collegato anche ad essere un richiamo ed un volano turistico, posto che tutti e quattro i casinò sono “ospitati” da città fantastiche che fanno da corollario alle loro imponenti strutture che oltre al gioco, quindi, possono offrire molte altre attrattive. Ma nonostante questa premessa, bisogna che vengano fatti approfondimenti attenti proprio in virtù di questo periodo storico e di questo cambiamento radicale del settore del gioco. I Casinò non devono perdere questa occasione e devono sperare che tutti gli intendimenti del Governo vadano a buon fine in Conferenza Unificata e che si proponga, alla fine, un territorio che può avere spazio e bisogno di nuove attività terrestri che offrano sicurezza, tutela per i minori e divertimento responsabile. Le Case da Gioco sono tutto questo e sono pronte ad affrontare questa sfida.

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