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intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è sempre più il presente che il futuro e, nonostante tutte le questioni ancora aperte e irrisolte quelli di Google procedono con lo sviluppo di progetti e sistemi innovativi, a tratti fantascientifici. L’algoritmo perfezionato da Google permetterebbe di migliorare la risoluzione delle foto sgranate fino a sedici (16) volte, ricostruendo i lineamenti del viso. Un po’ come CSI o Distretto di Polizia e RIS per rimanere a in casa nostra.

Intelligenza artificiale: il progetto di Google

No, non avete visto troppi telefilm e non avevano ragione quando ci rimproveravano di passare troppo tempo davanti la tv, ma è tutta realtà. Tanto che i dettagli del lavoro sono presenti sulla piattaforma ArXiv, dove sono raccolti le pubblicazioni scientifiche prima di essere diffuse sulle riviste del settore. Da quanto si apprende il funzionamento è determinato da due algoritmi che simulano le reti neuronali del cervello. Il sistema matematico, analizzando milioni di immagini, raccoglie i tratti comuni dei volti umani in modo da poterli replicare e ricostruire laddove trova delle somiglianze nelle immagini a bassa risoluzione. Questo il lavoro svolto dal primo algoritmo che è molto simile a quelli utilizzati per lo sviluppo dei progetti di intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale nella sfida tra Google e Facebook

A questo punto il secondo algoritmo effettua l’operazione di ricostruzione aggiungendo i pixel che mancano all’immagine a bassa risoluzione. Gli esperimenti fin qui realizzati hanno dato risultati non eccellenti ma sufficientemente buoni e in grado di confidare in un immediato e prossimo successo.

La battaglia che si sta combattendo intorno al riconoscimento delle immagini (e quindi dei video) non è ovviamente un gioco, ma un interesse che fa gola a molti, non so a Google; tanto che Facebook (sì, il nostro caro Facebook) ha da poco fatto sapere di aver sviluppato la piattaforma Lumos, che raccoglie tutte le foto e i video caricati sui social da (ignari) utenti per analizzarli. L’obiettivo? Permettere al sistema di riconoscere gli oggetti e le azioni presenti in video e foto. Se al momento può sembrare pura fantascienza o un esercizio inutile di nerd dell’intelligenza artificiale le implicazioni non sono da sottovalutare.

Al momento entrambi i progetti sono in fase avanzata e continuano a migliorare, perfezionando le proprie competenze analizzando ciò che accade sul web. Se per incastrare un farabutto è ancora presto non è da escludere che per altri risvolti (più o meno ludici) questi esperimenti porteranno ben presto a reali applicazioni (e implicazioni).

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