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Apple contro Trump

Apple contro Trump, potrebbe essere uno scenario più che realistico. Secondo alcune indiscrezioni, a seguito dell’insediamento di Donald Trump all’interno della Casa Bianca, il neo presidente si sarebbe preoccupato di contattare il CEO di una delle più importanti aziende americane ovvero Tim Cook, per assicurarsi che Apple potesse collaborare con i piani di crescita studiati dallo stesso neo presidente degli Stati Uniti d’America.

Secondo queste voci lo stesso Donald Trump avrebbe telefonato a Tim Cook, mostrandogli tutti gli obiettivi ed il piano di crescita del Governo Americano, strategie rotanti anche intorno al contributo di Apple.

La proposta di Donald Trump

Il Presidente degli Stati Uniti avrebbe discusso con Tim Cook, l’idea di vedere realizzati nuovi stabilimenti Apple all’interno del suolo americano, interrompendo in questo modo l’interesse verso i paesi orientali come Cina e Vietman, paesi caratterizzati da un basso costo della manodopora.

Da quelle chiamate ci si sarebbe aspettato in effetti un percorso comune tra Stati Uniti, ed il programma di crescita perseguito dal gigante californiano. Prospettive confermate successivamente attraverso un successivo annuncio emesso da Foxconn, il quale preannunciava lo stanziamento di ingenti somme di capitali da investire proprio all’interno del suolo statunitense, investimenti che avrebbero permesso di aprire nuovi stabilimenti e di realizzare migliaia e migliaia di posti di lavoro.

Successivamente però l’inversione totale di rotta che ha portato Apple contro Trump, con l’annuncio da parte dello stesso colosso californiano, nella quale preannunciava l’apertura di altri due centri di ricerca e sviluppo localizzati a Shanghai e Suzou, centri che si andranno ad aggiungersi a quelli di Pechino e Shenzen, stabilimenti che saranno definitivamente operativi al massimo entro la fine dell’anno.

Apple contro Trump: milioni investimenti in Cina

Non parliamo dunque di una commissione di esclusiva, infatti tramite la manovra Apple saranno anche Know-How ed assets intellettuali ad essere demandati al di fuori dei confini americani: «I talenti sono i più grandi tesori della Cina. I lavoratori nel settore della produzione, gli sviluppatori di applicazioni e i designer possono aiutare la crescita di Apple in Cina», affermò il CEO Apple nel corso del diciottesimo China Develop Forum di Pechino.

A tal proposito l’azienda americana si è impegnata ad investire circa 3,5 miliardi di yuan quantificati in circa 500 milioni di dollari complessivi, per lo sviluppo di nuovi centri di ricerca all’interno dei quali poter impiegare il proprio team, in collaborazione coi partner localizzati nel territorio. Ovviamente serviranno ulteriori laureati da poter impiegare all’interno di questi centri, cervelli che verranno acquisiti dai più importanti istituti universitari cinesi come Peking University, Tsinghua University e Jiao Tong University. Si delinea in questo senso la precisa volontà di dare vita ad un polo innovativo all’interno del quale concepire i device del futuro targati Apple.

Ovviamente dietro questo tipo di scelta strategica, vi è un preciso e definito business plan volto a conseguire determinati risultati economico-finanziari, anche se in passato i risultati operativi in Cina, non sono stati poi così fiorenti come previsto, come nel caso delle vendite iPhone dello scorso anno, che per la prima volta hanno realizzato un calo.

La posizione di Apple in Cina

Allo stato attuale l’azienda Apple si stabilisce al quarto posto tra i migliori produttori di smartphone disposti nel territorio cinese, seguendo Oppo, Huawei e Vivo, situazione che necessita di manovre atte a migliorare il giro di affari Apple all’interno del territorio orientale.

Da questo punto di vista la risposta di Apple risiede proprio nella definizione di ulteriori investimenti volti a sostenere l’economia Apple all’interno del territorio del sol levante, con lo scopo di promuovere al contempo il governo e le risorse locali, ed avere un ritorno successivo sugli introiti Apple derivanti da questo paese.

Sicuramente la strategia del gigante della mela morsicata, non sarà stata presa positiviamente da parte di Donald Trump, specie se la comunicazione arriva proprio in procinto delle dichiarazioni del segretario di Stato americano Rex Tillerson che in un incontro con Wang Yi diplomatico e politico cinese ha affermato:«nostri due Paesi dovrebbero avere una positiva relazione commerciale che sia giusta e che paghi dividendi ad entrambe le parti».

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