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Google

Tra il 2015 e il 2016, stando a quanto rivela Google, è stato uno degli anni peggiori in termini di sicurezza, tanto che gli attacchi hacker sono aumentati del 32%.

Google e il problema sicurezza

Sembra essere stato scoperchiato il vaso di Pandora o essere aumentata l’attenzione su questo argomento. Nelle ultime settimane, infatti, è un continui parlare di bug, attività di hackeraggio, violazione della privacy, sicurezza iCloud, sicurezza Apple, sicurezza Google, sicurezza smartphone. In tutti i casi sembra esserci solo una costante: la poca tranquillità che gli utenti dovrebbero avere nell’utilizzo dei sistemi tecnologici moderni.

La denuncia di Google

Google ha rilasciato un report, dal titolo Rapporto sullo stato di sicurezza del web, nel quale si mostra come tra il 2015 e il 2016 sono stati tanti, gravi e variegati, gli attacchi hacker che hanno violato siti web e diffuso materiale e dati sensibili di tantissimi utenti.

Una delle principali cause di questo fenomeno, da quanto denuncia Google nel suo rapporto, sta nell’utilizzo di password cosiddette ‘deboli’ o dell’assenza di aggiornamenti dei sistemi di sicurezza. Inoltre dal rapporto si evince che più della metà (oltre il 60%) di coloro che gestiscono un sito che ha subito un attacco hacker non conoscono le cause del perché i siti da loro gestiti non vengono verificati dai motori di ricerca.

Infine un capitolo a parte merita il metodo utilizzato dagli hacker, che sembra essere anche abbastanza frequente e rituale. Infatti sono sostanzialmente due i canali con i quali si attrae l’attenzione degli utenti: il primo la creazione di testi prevalentemente in giapponese che rimandano a pagine di siti falsi di merce griffata; l’altro sistema prevede la creazione di pagine senza senso, con contenuti inutili, create appositamente per ingannare i visitatori.

La chiosa di questa analisi sembra essere spietata: da una parte gli hacker, che migliorano regolarmente i loro sistemi di attacco, dall’altra i gestori e proprietari di siti web che non hanno i mezzi, e forse nemmeno sentono l’esigenza, di opporsi e di sviluppare sistemi di protezione adeguati.

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